ciclovia di qualità
Pista ciclabile della Val Venosta
dal Passo Resia a Merano
È una delle piste più belle dell’Alto Adige e, a suo vantaggio, può giocarsi anche la costante discesa che accompagna il ciclista verso la destinazione finale (tra la partenza e l’arrivo c’è un dislivello di quasi mille metri). Adatta a tutti, si può “spezzare” facilmente grazie alla linea ferroviaria che corre lungo tutta la valle.
Merano segna ufficialmente la fine di questa spettacolare ciclabile, ma per la maggior parte dei cicloturisti è il vero punto di partenza. Il motivo? La cittadina termale è facilmente raggiungibile e permette di salire sul comodo trenino della Val Venosta, pronto a trasportare le biciclette. Un viaggio su rotaia che diventa già un'esperienza: il maestoso massiccio dell’Ortles incornicia il paesaggio, mentre le futuristiche stazioni di Rablà, Stava e Ciardes catturano lo sguardo con il loro design moderno.
Da Malles al Resia e Glorenza: un’Immersione nella Storia
Scendere dal treno a Malles significa immergersi subito in un’atmosfera carica di storia. Questo borgo è uno dei rari comuni italiani a confinare con ben due Stati (Svizzera e Austria) e rappresenta il punto d’incontro di tre valli alpine. Il centro storico, dominato dai suoi caratteristici campanili romanici, è perfetto per una breve sosta prima di inforcare la bici ed iniziare a pedalare. Per chi vuole percorrere l’intero tracciato partendo dal confine con l’Austria deve però necessariamente salire di quota. La linea ferroviaria “muore” a Malles e a meno di prenotare navette o bicitaxi (disponibili sia a Merano che a Malles) non resta che pedalare. Il collegamento tra Malles e Clusio, dove si incrocia la ciclovia è di circa 3,5 km, è ben segnalato e sufficientemente sicuro. Per arrivare al confine bisogna aggiungerne altri 22, ma ne vale veramente la pena. Giunti al Passo, antico valico della Via Claudia Augusta, si ritorna sui propri passi ma da Clusio si punta verso Glorenza senza transitare su Malles. Glorenza è una vera chicca medievale, circondata da mura perfettamente conservate, questa cittadina sull’Adige è un sogno per gli amanti della fotografia. Stradine acciottolate, edifici d’epoca e un’atmosfera fuori dal tempo rendono obbligatorio un pit-stop per respirarne la magia.
Pedalando tra il Parco dello Stelvio e i Meleti della Val Venosta
Lasciandoci Glorenza alle spalle, il percorso sembra quasi giocare con la geografia: invece di seguire fedelmente il corso dell’Adige, la ciclabile si muove tra valli laterali e tratti più rettilinei. Si costeggia Prato allo Stelvio, porta d’accesso all’omonimo Parco Nazionale, e si sfiora la mitica salita del Passo dello Stelvio, la più alta d’Italia con i suoi 2.758 metri. Fortunatamente, la ciclabile resta in pianura e ci regala uno degli scorci più caratteristici della valle: infiniti meleti che riempiono l’orizzonte.
Da qui in poi la pedalata diventa quasi meditativa. Il silenzio è rotto solo dal fruscio delle ruote e dal vento tra le foglie, mentre si attraversano Cengles e Lasa, famosa per il suo pregiato marmo bianco. Seguendo l’Adige, si arriva poi a Silandro, capoluogo della Val Venosta, che merita una breve deviazione per ammirare i suoi vicoli pittoreschi.
Laces, Naturno e l’Ultima Discesa verso Merano
Il percorso si fa più stretto tra Laces e Naturno, dove la valle si chiude per pochi chilometri. Qui tutto convive in pochi metri: statale, ferrovia, fiume e ciclabile corrono paralleli, offrendo uno scenario insolito. Ma è solo un passaggio temporaneo, perché subito dopo Naturno il paesaggio torna ad aprirsi, regalandoci una lunga discesa verso Merano. Vale la pena una deviazione a Parcines, sede del curioso Museo delle Macchine per Scrivere, o una sosta a Lagundo, dove tra meleti e vigneti si possono gustare i prodotti tipici della valle. L’ultimo tratto è tutto in leggera discesa, quasi a voler celebrare la fine di questo viaggio su due ruote. Merano è lì che ci aspetta, con i suoi viali alberati, le terme e quell’atmosfera elegante che la rende una delle mete più affascinanti dell’Alto Adige.
Le informazioni sui percorsi sono aggiornate periodicamente dai nostri volontari. Tuttavia la percorribilità è in costante mutamento a causa di modifiche stradali, lavori in corso, nuove realizzazioni o eventi naturali. Consigliamo di verificare sempre lo stato dei percorsi presso gli enti gestori o le amministrazioni locali. FIAB declina ogni responsabilità per variazioni del tracciato o imprevisti occorsi durante il viaggio.
Qualità
Ben pedalabile (100.0%)
Tipo
Pista ciclabile (63.9%)
Misto ciclabile e veicolare (e.g. zona 30; etc.) (18.2%)
Strada locale (14.4%)
Strada (3.5%)
Pavimentazione
Asfalto e cemento (97.7%)
Ghiaia compatta (2.1%)
Naturale (0.1%)
Traffico
Senza traffico (41.5%)
Basso traffico (15.3%)
Stato
In esercizio (100.0%)
DISTANZA
82.4 km
PEDALABILE
in esercizio 100.0%
DA REALIZZARE
N.D.
Avvertenze:
I percorsi indicati sono solo orientativi, verificare e rispettare la segnaletica presente in loco. FIAB non si assume alcuna responsabilità per l'utilizzo dei percorsi.