nazionale
Ciclovia dell''Acquedotto Pugliese
Da Caposele a Santa Maria di Leuca
Alle sorgenti del Sele sul più grande acquedotto d'Europa. Un viaggio unico tra storia, natura e sostenibilità, un percorso incantevole tra profumi di macchia mediterranea, i suggestivi trulli pugliesi e i paesaggi sconosciuti dell'Alta Irpinia. Un pezzo di Italia che ai più resta sconosciuto ma che va assaporato con lentezza e curiosità.
Una Via Verde ma anche itinerario storico-culturale che permette di pedalare sull’acqua sul più lungo acquedotto d’Europa. Il progetto è ambizioso, un percorso complessivo di circa 500km che, una volta completato, collegherà Caposele in Alta Irpinia a Santa Maria di Leuca, attraversando tutta la regione pugliese. Lungo tutto il percorso saranno anche previste aree di sosta attrezzate, punti di ristoro e stazioni di assistenza per biciclette, per garantire ai cicloturisti un’esperienza sicura e confortevole, favorendo così un turismo lento e sostenibile.
Il percorso segue il tracciato di due condotte storiche dell’acquedotto: il Canale Principale, da Caposele (AV) a Villa Castelli (BR), ed il Grande Sifone Leccese, che dal punto terminale del primo giunge fino a Santa Maria di Leuca (LE). Si tratta di un “itinerario narrativo” unico nel suo genere che attraversa tre regioni del Mezzogiorno, la Campania, la Basilicata e la Puglia.
L’elemento più importante da rimarcare è che questo tracciato può contare su circa 230 km di strade (piste) di servizio già esistenti e quasi interamente percorribili. Una ciclovia che per metà del suo percorso diventa quindi via verde, preclusa al traffico motorizzato. In Salento e in Irpinia possono essere utilizzate molte strade rurali e locali, mentre sono del tutto assenti tratti da percorrere su pericolose e trafficate strade statali e provinciali.
Non si tratta solo di un tracciato che mette in collegamento dei luoghi di particolare interesse turistico e culturale (Venosa, Castel del Monte o Alberobello) ma è essa stessa un'esperienza di lentezza e silenzio profondo, unica nel suo genere. Segnaletica e fontane pubbliche d’epoca sono già presenti in quello che potrebbe diventare il più imponente progetto di commistione tra paesaggio, archeologia industriale e viaggio esperenziale d’Italia.
La ciclovia è parte dell'Itinerario Ciclovia degli Appennini della rete Bicitalia e si collega alla Ciclovia Adriatica, creando un’infrastruttura continua con le principali rotte ciclabili europee. Con il riconoscimento ottenuto nel 2014 dal Premio Nazionale Go Slow, la ciclovia si è affermata come una delle infrastrutture ciclabili più rilevanti in Italia.
DALLE SORGENTI DEL SELE AL VULTURE
L’itinerario ha inizio in Alta Irpinia presso le monumentali sorgenti Sanità di Caposele. In Campania e parzialmente anche in Basilicata, il canale principale dell’acquedotto scorre in galleria cosicché si pedala prevalentemente su viabilità pubblica a basso traffico. Il primo tratto è in salita per raggiungere la sella di Conza, spartiacque tra Adriatico e Tirreno.
Passati l’Ofanto sotto Calitri e la storica ferrovia Avellino-Rocchetta (tutto da progettare l’attraversamento della linea ferrata), l’itinerario si spinge in Basilicata attraversando i territori di Rapone e Ruvo del Monte. Scenografico il passaggio sui ponti-canale sulla fiumara di Atella: sono questi i primi tratti in cui si ha la possibilità di pedalare sul sedime ricavato direttamente sul canale. Su viabilità pubblica si completa il giro alle pendici del vulcano, ormai spento, del Vulture. Terminata la parte appenninica dell’itinerario, si incominciano a percorrere i primi tratti della pista di servizio dell’acquedotto che in questo tratto scorre parallelo all’asse dell’Appia Antica e di EuroVelo 5.
MURGIA ED ENTROTERRA SALENTINO
L’acquedotto pugliese descrive una dorsale della Puglia più interna. Solo la prima parte, la risalita dalla fossa bradanica sulla linea di confine apulo-lucana all’Alta Murgia è in salita: da Castel del Monte fino a Villa Castelli si pedala quasi senza interruzioni sulla pista di servizio, costantemente in discesa. Proprio qui in Valle d’Itria, un primo tratto è diventato ciclabile: la Ciclovia si estende per circa 22km da Cisternino a Ceglie Messapica, includendo il nuovo tratto che attraversa le campagne di Martina Franca, da Pineta Ulmo fino a Monte Fellone. Questo tratto attraversa boschi rigogliosi, campagne punteggiate da muretti a secco e scorci senza tempo. Un viaggio che unisce emozione e rispetto per l’ambiente, nel cuore della Puglia più autentica.
In provincia di Taranto, termina il canale principale alimentato dal Sele e l’acqua viene trasportata da un tubo per approvvigionare il Salento: le strade di servizio del consorzio di bonifica dell’Arno, prima, e del nuovo acquedotto del Sinni, poi, rendono possibile una prosecuzione in sede protetta del percorso fino a gettarsi nel mare a Santa Maria di Leuca, dove l’acquedotto termina con la sua cascata monumentale.
Altre informazioni
I trulli di Alberobello, patrimonio Unesco
Castel del Monte, patrimonio Unesco
Le informazioni sui percorsi sono aggiornate periodicamente dai nostri volontari. Tuttavia la percorribilità è in costante mutamento a causa di modifiche stradali, lavori in corso, nuove realizzazioni o eventi naturali. Consigliamo di verificare sempre lo stato dei percorsi presso gli enti gestori o le amministrazioni locali. FIAB declina ogni responsabilità per variazioni del tracciato o imprevisti occorsi durante il viaggio.
Qualità
Dato non disponibile
Tipo
Strada locale (17.9%)
Strada (6.4%)
Pista ciclabile (5.2%)
Misto ciclabile e veicolare (e.g. zona 30; etc.) (0.9%)
Sentiero (0.8%)
Pavimentazione
Asfalto e cemento (30.9%)
Ghiaia compatta (0.9%)
Naturale (0.8%)
Traffico
Senza traffico (8.3%)
Basso traffico (15.5%)
Alto traffico (6.4%)
Stato
In esercizio (5.0%)
Tratto di continuità (95.0%)
DISTANZA
468.1 km
PEDALABILE
in esercizio 5.0%
DA REALIZZARE
N.D.
Avvertenze:
I percorsi indicati sono solo orientativi, verificare e rispettare la segnaletica presente in loco. FIAB non si assume alcuna responsabilità per l'utilizzo dei percorsi.